domenica, giugno 21, 2009

Where is my vote ?

 

Sta assumendo sempre di piu' le dimensioni di una rivolta, non violenta, le manifestazioni che stanno prendendo lungo in Iran dopo il voto per l'elezioni presidenziali. E purtroppo sono ormai, secondo le agenzie stampa, decine i morti e centinai i feriti tra i manifestanti, che vengono caricati dalla polizia; una escalation di scontri tra l'apparato del poter di Ahmadinejad4th_day_of_demonstrations_7.jpg e il blocco degli studenti che insieme alle donne stanno rivendicando il proprio diritto a veder riconoscere la possibilità di un cambiamento che doveva aver luogo con le ultime elezioni.

Oltre alla forza che il movimento sta traendo da sè, frutto della mobilitazione di miglia di persone, si alimenta anche grazie alle notizie che provengono dal mondo di internet. Precisamente dai social network, dai blog, dai filmati e foto che sono stati caricati da questi giovani iraniani che non avendo altra possibilità di far vedere al mondo, buona parte della stampa mondiale e' stata cacciata dal paese, stanno sfruttando questo grande canale di comunicazione.

E' una svolta storica. Infatti per la prima volta le stesse persone che stanno producendo un cambiamento sociale, stanno anche raccontando quello che accade; abbattendo di fatto le censure che evidentemente si possono ben usare verso i media tradizionali, ma che sono piu' in difficoltà rispetto ad internet.

Se i giovani Iraniani possono sperare, e noi con loro, che tutto non finisca in un bagno di sangue e' anche grazie al fatto che ogni immagine, ogni foto, ogni suono puo' andare in rete e creare una perenne memoria spettro per ogni tipo di dittatura o presunta democrazia mossa da persone violente.

A tal proposito vi segnaliamo un articolo molto interessante sul quotidiano il Messaggero,http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=19129&...,  nel quale si riassumono i vari blog o modalità che gli iraniani stanno trovando sulla rete per portare verso l'estero la loro protesta; del resto lo stesso Ahmadinejad sta usando un progamma, creato da una società di software statunitense, per bloccare mettere dei filtri ai vari blog. Una lotta quindi  che si combatte sia sulle piazze, ma anche a livello virtuale, dove il virtuale si tramuta in concrete immagini e pensieri che diventano macigni per chi voglia scrivere la storia del proprio potere senza tenere conto del popolo.

Vi segnaliamo anche il blog , http://tehranlive.org/ , sul quale trovate, oltre ai pensieri dei manifestanti, anche le foto, delle persone che stanno difendendo i propri diritti.

La nostra forza, come opinione pubblica occidentale, sta nel non dimenticare quello che sta accadendo puntando tutta l'attenzione possibile sull'evento.