domenica, gennaio 25, 2009
La Parola ed i Fatti : "Perdonati" e Lefebvriani.
La recente decisione del Papa di revocare la scomunica a 4 vescovi, proclamati dall'arcivescovo Marcel Lefebvre, e' stata ripresa dai quotidiani nazionali ed internazionali.
Ma cosa c'e' di cosi' importante di fronte a questa notizia che sembra essere una semplice questione interna alla Chiesa Romana? Principalmente la fonte di interesse si concentra su due aspetti.
Il primo riguarda uno dei nomi oggetto di revoca della scomunica,monsignor Williamson, che ha, in una sua intervista rilasciata in Germania, negato l'esistenza delle camere a gas e della morte di 6 milioni di ebrei. "Le camere a gas non sono mai esistite:Penso che dai 200 a 300 mila ebrei sono morti nei campi di concentramento, ma nessuno cosi".Questo avrebbe detto durante l'intervista, come descritto dal quotidiano il Corriere della Sera. (http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_24/papa_scomun...). Solo questa dichiarazione dovrebbe, sia da un punto di vista morale che da un punto di vista logico, lasciare in ogni lettore quanto meno uno stato di grande perplessità. Per un uomo, a maggior ragione se ispira la propria esistenza alla vita di Gesu', la sola morte di un altro uomo deve risultare illogica e non etica; figuriamoci se parliamo di "...200 a 300 mila morti", come detto da Williamons. Non puo' certamente contare lo strumento tramite il quale sono morti, ne' tanto meno quanti essi siano, anche se in realtà sono stati 6 milioni di persone.
Non solo. Negare che vi sia stata una brutalità e maleficio cosi' grande come quello accaduto nei campi di concentramento, ampiamento provato anche con documentari, prove fotografiche, testimonianze dei sopravvissuti, significa negare l'esistenza del male. Negare che degli uomini hanno scelto il male, scaricando su altri uomini questa loro scelta. Significa, in estrema sintesi, negare il senso del significato che Gesu' dovrebbe avere per un cristiano, redenzione dell'uomo, possibilità di scegliere la via dell'amore, quindi rispetto per la vita che e' sacra. Come puo', in spirito e con la mente, una figura cosi' essere un portatore delle parole di Gesu'?.
Il secondo punto di interesse riguarda la ricomposizione che c'e' stato dello scisma nel 1988, quando Giovanni Paolo II,scomunico' l'arcivescovo Marcel Lefebvre, e tutto il suo movimento. La Fraternità di San Pio X, questo il nome del gruppo degli scisionisti del 1988, ha sede in svizzera e attulmente conta, secondo fonti del vaticano, oltre 600 mila fedeli e 700 istituzioni e luoghi di culto. Certamente una realta' significativa nel mondo della cristianità e per la quale la chiesa, evidentemente, ha mostrato una sensibilita' nel riaccogliere questo gruppo di fedeli. I 4 vescovi , infatti, hanno firmato una dichiarazione di fedeltà alla Chiesa di Roma, facendo terminare lo scisma e la scomunica.
L'impressione finale e' che certamente il Papa ha scelto di compiere un gesto che "tecnicamente" e' di accoglienza verso una comunita' di fedeli ed evitare divisioni nel mondo cristiano, ma che ha implicazioni morali non secondarie. Il cosidetto pragmatismo politico, scelte cioe' fatte in base a ragionamenti su dati numerici o di convenienza, hanno il grande svantaggio, buona parte delle volte, di creare percorsi non virtuosi, specialmente se la materia del proprio agire e' lo spirito e non la materia. Lo spirito, infatti, si arricchisce anche con le parole, se queste sono di negazione di quanto accaduto,di negazione del valore della vita umana, siamo in un percorso di vuoto assoluto.
19:19 Scritto da: look-around in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: farenotizia, negazionismo, lefebrve, scisma | OKNOtizie |
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