La crisi finanziaria, iniziata formalmente nei mesi scorsi con le varie problematiche riscontrare sui mutui casa, negli Stati Uniti, si sta abbattendo sull'economia reale.
E' notizia di questi giorni della perdita , nel solo mese di novembre, di oltre 500 mila posti di lavoro nell'industria automobilistica americana.
Le tre grandi aziende produttrici di auto, Gm/Ford/Chrysler sono in forte crisi causata dal crollo delle vendite; con la sola Chrysler a rischio di fallimento, come riportato dalla stampa, su dichiarazioni del suo ad Bob Nardelli.
Questo breve articolo del quale vi allego il link, http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008... , spiega abbastanza bene quello che sta succedendo negli USA; ma la vicenda, oltre al carico di drammaticità per la perdita di posti di lavoro ed eventuali ripercussioni sotto l'aspetto sociale, rivela un altro punto.
Non e' un caso che stia entrando in crisi l'industria dell'auto, ossia del tipo di produzione(leggi organizzazione) e prodotto che piu' hanno caratterizzato l'industria del 900.
Basti ricordare, ad esempio, da un lato il movimento del futurismo, che legava alla velocità un'idea di societa' nuova, e quindi l'icona dell'auto, cosi' come le iniziali teorie Fordiste sul modo di organizzare la produzione in fabbrica. A tal riguardo vi segnalo questo documento scritto, http://it.wikipedia.org/wiki/Fordismo , che riassume il significato del termine fordista e come viene superato nella società globale.
Ma quello che volevamo segnalare e' invece la caduta di questa icona, l'automobile, per l'appunto e del significato di questo evento. Quello che potra' accadere e' certamente difficile da predire, ma certamente le dichiarazioni della futura amministrazione targata Barck Obama, si agli aiuti verso queste industrie ma con ritorni sulla riorganizzazione e modo di produrre, magari auto che consumano di meno, e con , genericamente, minori impatti ecologici verso il nostro sistema, pare tracciare una via nuova.
Infatti questa dichiarazione, pur nella sua genericità, apre nuove scenari non solo sulla risoluzione della crisi finanziaria economica, ma di impatti sulla società. Ossia che si rende ineludibile, paradossalmente proprio in un momento di crisi, lo sciogliere il nodo ecologico e degli impatti che la produzione di qualsiasi bene ha sull'ambiente. Piu' precisamente nel trovare modi nuovi di produrre energia in modo ecologicamente conveniente, e quindi anche di come consumare l'energia( vedi appunto il movimento cioè i motori).
Da questo possono nascere non solo nuovi posti di lavoro, ma probabilmente un nuovo modo di intendere la crescita economica di una nazione e la valutazione della ricchezza prodotta. Non sono soltanto impatti pratici, quindi, ma di intendere una nuova società della produzione e del consumo. Tutto questo in attesa di altri accadimenti che sicuramente nei prossimi tempi caratterizzeranno le società del cosiddetto mondo avanzato.
19:27 Scritto da: look-around in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: post fordimo, crisi auto, gm, ford | OKNOtizie |
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