sabato, gennaio 03, 2009
Creare Ricchezza. Tra Finanza e Produzione.
Il recente articolo di Giovanni Sartori , pubblicato sul Corriere della Sera,
http://archiviostorico.corriere.it/2008/dicembre/31/IDEA_..., ha suscitato una vasta eco, che risulta evidente, ad esempio, su diversi blog.
La ricostruzione storica che Sartori fa, in modo molto chiaro e sintetico, permette però di farci alcune domande; non solo sull'idea dei soldi, cioe' sul perche' creare ricchezza, ma sul come riuscire a farlo.
Che per molti, ossia per una buona parte dell'opionione pubblica e forse anche qualche componente del mondo politico e accademico, si dia per scontata l'esistenza della ricchezza, e quindi il problema sia solo sul come redistribuirla, e' sicuramente un tema molto interessante. Del resto pero' i recenti contraccolpi avuti dall'economia finanziaria verso quella reale, con le aspettative di un anno pessimo per tutto il sistema, avranno probabilmente indotto i piu' ad un riflessione sui motivi per cui la richezza puo' effettivamente diminuire creando tutta una serie di conseguenze.
In primo luogo, riguardo al come produrre ricchezza, i recenti accadimenti, dovrebbero aver posto l'attenzione sul fatto che sono preferibili i soldi creati con il lavoro, e non con la finanza creativa. Quest'ultima ha, in estrema sintesi, sfruttato il principio della redditività tramite "leve" matematiche; in una sorta di gioco nel quale il banco( il sistema bancario) faceva pagare le perdite ai giocatori(risparmiatori).
E' chiaro che in questo modo non si crea niente; non certamente posti di lavoro, non certamente prodotti utili,non certamente progresso per la comunità. Si sono solo creati soldi per soldi, che, tra le altre cose, sono andati in tasca a poche persone.
Secondo aspetto; se si produce ricchezza tramite la finanza, il rapporto che c'e' tra economia reale ed i soldi(ossia il guadagno generato) risulta sfalsato.
I soldi non serviranno piu', in questo meccanismo, a produrre cose reali, siano esse beni o servizi, e quindi ad essere influenzate dal mercato; ma saranno sempre di piu' uno strumento per generare altri soldi in una sorta di circuito fine a se stesso.
Il terzo ed ultimo punto, si ricollega al post precedente, riguardo al come produrre beni e servizi; nel valutare gli impatti verso il pianeta, nel vagliare alla voce costi tutta una serie di aspetti che fino ad ora non sono presi in considerazione.
Che la ricchezza non sia dovuta ed intrinseca ad un sistema sociale pare sempre piu' chiaro, sul come produrre ricchezza bisogna iniziare invece a discuterne.
14:55 Scritto da: look-around | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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domenica, novembre 16, 2008
Bric? I prossimi padroni del mondo.
La sigla sembra ricordare qualche parola italiana, bric a brac si intendono le cianfrusaglie, ma la realtà e' un'altra. BRIC altro non sono che le iniziali delle nazionali emergenti in termini economici( Brasile, Russia,India e Cina). Un nuovo modo di intendere la storia, che da qui al 2050 rappresentarà buona parte della popolazione mondiale e del relativo pil. Schematicamente i prossimi padroni del mondo, se questo puo' avere un significato futuribile e piu' tangibile.
Su wilkipedia interessante la ricostruzione, anche storica, del BRIC, http://en.wikipedia.org/wiki/BRIC , corredata di alcune cifre che probabilmente rendono ancora piu' evidente la forza di queste nazioni per i prossimi decenni.
Del resto il mondo, già a partire dalle previsioni per il prossimo anno, vedrà i seguenti passaggi di pil,ossia di richezza prodotta, fonte Corriere della Sera articolo pubblicato oggi 16 novembre. Le percentuali riportate vanno lette in questo modo; % negative da intedersi recessione economica, quindi creazione di minore richezza rispetto all'anno precedente, con % positive invece significato contrario.
Eurozona -0.7%
Usa -1.7%
Brasile +3.0%
Russia +3.5%
Cina +8.5%
India +6.3%
E' in questa ottica che i paesi del BRIC si apprestano a dettare le future regole del "gioco economico", andando pero' anche ad influenzare, come dicevamo nell'ultimo post( http://look-around.myblog.it/archive/2008/11/15/g20-e-cri...) , anche le regole sociali che hanno invece caratterizzato l'evoluzione storica, in modo particolare, dell'europa. Basti pensare che di fatto la Cina e' una dittatura, ossia governa un solo partito, la Russia formalmente e' una democrazia, in realtà esistono problemi per chi sta all'apposizione, Brasile ed India hanno invece istituzioni liberali. Una mondo variegato nella quale vedremo come si muovera' il prossimo presidente degli Stati Uniti; uno dei pochi leader politici mondiali che ha nella sua agenda, sia per il ruolo da ex super potenza sia per salvaguardare l'economia Usa, il focus per gestire questa situazione. L'eurozona, purtroppo, sembra a rimorchio e divisa tra il mondo nuovo( BRIC) e quello vecchio.
15:25 Scritto da: look-around in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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