lunedì, aprile 25, 2011
25 aprile
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lunedì, dicembre 14, 2009
La forza delle parole.W la Democrazia.
Mentre tutti i media stanno proponendo le immagini, foto e commenti sull'aggressione al premier Berlusconi, con una vasta eco internazionale, rimango impressi due frammenti di questo fatto assolutamente increscioso. Ossia i volti dei protagonisti.
Da una parte la faccia sanguinante, sorpresa e dolorante di Berlusconi. Dove l'aggettivo sorpreso, probabilmente, rappresenta il suo stato d'animo piu' forte del momento; al limite pero' del sentimento di umiliazione, in base ad alcune dichiarazioni poi rilasciante nella giornata odierna. Un uomo che sembra, quindi, non aver messo in conto, la' dove sia possibile tenere sotto controllo una simile evenienza, di poter essere oggetto di un atto violento. E' questo un aspetto che fa riflettere sotto molteplici punti: in primis l'efficacia del servizio di sicurezza, ma anche la capacita' dei suo collaboratori di leggere la realta' e i vari segnali che purtroppo stavano emergendo da tempo( vedi soprattutto le campagne su facebook).
Dall'altra parte troviamo il volto di tale Massimo Tartaglia; spaventanto dalla reazione della folla, sguardo perso nel vuoto e senza nessun tipo di espressione compiaciuta rispetto a quanto aveva fatto. E' questa la cosa che piu' colpisce la' dove ci sia una premeditazione e si segua un percorso che, per quanto distorto e assolutamente immorale, dovrebbe restituire un certo tipo di reazione a chi lo compie. E', del resto, un personaggio affetto da turbe psichiche, un elemento debole quindi, che, anche in base alle sue stesse dichiarazioni, avrebbe realizzato il suo progetto partendo dal clima continuo di scontro politico e sociale.
Le vere domande pero' che dovremmo porci sono le seguenti; quanto siamo sicuri che il sistema democratico, fatto di regole e poteri che debbono trovare una loro composizione in modo dialettico, sia radicato nella società italiana? Qualcuno puo' teorizzare che la violenza fisica e verbale siano gli strumenti adatti,al di la' di una valutazione strettamente morale, per gestire una societa' complessa come la nostra? La lettura di periodi storici passati non e' un patrimonio collettivo dal quale partire e rafforzare determinati sentimenti?
Il fatto accaduto a Silvio Berlusconi, oltre ad essere gravissimo, e' un segnale molto forte di un disagio sociale profondo, dove non si capiscono quali sono i limiti e le regole delle quali un sistema democratico si nutre e prende vita. Sottovalutare un tale quadro e' pericoloso sia concettualmente, che nella pratica del normale vivere quotidiano collettivo.
14:33 Scritto da: look-around in politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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lunedì, agosto 31, 2009
Vorrei Capire Perchè.....
Vorrei capire perchè. Ma sembra quasi impossibile.Stiamo parlando della scoperta di una collina radiottiva situata nei pressi della costiera cosentina.
Una vicenda che parte dal lontano 1990 quando una motonave, chiamata Jolly Rosso, si era arenata sulla costiera; un incidente come tanti poteva sembrare, ed invece no. Le scoperte che si sono susseguite hanno mostrato un business per i traffici illeciti di rifiuti tossici sicuramente di provenineza industriale e con molta probabilità anche da nazioni estere. Nella zona sono aumentati i casi di patologie collegate ad elementi radioattivi.
Insomma vorrei capire perchè. Perche' persone per fare soldi scaricano su altre persone tali sostanze ?. Perche' i controlli non hanno funzionato, in quanto non ce' ipotizzabile che per circa 20 anni nessuno si sia accorto della creazione di una collina radiottiva? Perche' c'e' questa patina di totale menefreghismo, per usare un eufemismo, di una collettività locale? Perche' non c'e' indignazione e ribelione?
Non si tratta dei soliti traffici di droga,armi, prostituzione. Qui si parla di rifiuti radiottivi, ossia della creazione di una potenziale strage collettiva.Non limitabile e dagli effetti protratti nel tempo.
Perche' tutto questo?
http://www.nuovacosenza.com/cs/09/agosto/radioattiva.html
20:38 Scritto da: look-around in politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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domenica, agosto 16, 2009
Quando l'autodistruzione fa parte della collettività.Storia di una piazza Italiana
Sembra essere una specie di malattia fisica, oppure una perversione e quindi di origine psichica. Ma a Livorno , città dalla quale vi scrivo, a volte creiamo una specie di meccanismo di autodistruzione. Del tipo virus che erode pezzo pezzo l'organismo che lo ospita rendondo vane anche le cose che potrebbero essere belle ed utili.
Questa volta parliamo di una piazza ,xx settembre, ai piu' nota come il lungo che fino a poco tempo fa ospitava il conosciuto mercatino americano. Le storie su questo mercato sono molteplici, e sui siti e nei blog ne potrete leggere di diverse tipolgie tutte molto divertenti e che raccontano anche lo spirito di una città.
Ora i negozianti si sono spostati in un altro luogo, vicini al porto, con la speranza per loro di ampliare il proprio giro d'affari, per la collettività di recuperare una piazza importante. Sembra una storia a lieto fine; con i commercianti che riescono a superare la crisi economica, con la citta' che riesce ad avere un altro luogo di riferimento. Ma purtroppo il virus descritto ad inizio del post, si e' impossessato sicuramente degli oggetti presenti sulla piazza ma probabilmente anche delle persone. Ed infatti le vecchie baracchine che ospittavano le attività commerciali sono infatti ancora in piedi e purtroppo oggetto dell'attenzione sia del tempo sia di senza tetto di ogni tipo.
Il lettore che non ha seguito la vicenda si chiedera' chi debba smantellare le baracchine e entro quanto tempo. Domanda non facile in quanto sulla piazza sono presenti ancora un paio di negozianti che non hanno accettato il trasferimento del mercato, e la dittà incaricata di smantellare gli ex negozi porterà via solo il metallo lasciando sul posto tutti gli altri materiali. A tal riguardo questo l'articolo sul quotidiano Il Tirreno, http://ricerca.gelocal.it/iltirreno/archivio/iltirreno/20... descrive quanto sta accandendo.
Possibile non guarire dall'autodistruzione?
P.s Per maggiori dettagli sulla piazza in questione vedi anche wikipedia
12:18 Scritto da: look-around in politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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giovedì, luglio 23, 2009
Escort : no grazie solo politica
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/berlusconi:-i-nuo...
Escort o non escort? Sembra questo il dilemma che prende spunto dalle registrazioni che la D'addario ha fatto durante gli incontri con il presidente del consiglio Silvio Berlusconi. Feste notturne, incontri con piu' donne, la D'addario che chiede favori legati ad un suo affare immobiliare, per il quale"e' difficile portarlo avanti da sola"; insomma il mix e' indubbiamente invitate per il gossip, e non solo, di questa estate 2009.
Si tratta solo di gossip? Innoncenti fughe d'amore? Oppure si possono configuare ipotesi di reato? Su questo la magistratura di Bari sta svolgendo le indagini di rito. Ma per inquadrare il fatto,da un punto di vista sociale, pare opportuno partire da una considerazione sul mondo delle escort, anche senon sembra attinente al fatto in se.
Basta farsi un giro su internet, navigando, e si puo' accertare quanto il fenomeno escort o accompagnatrici, che dir si voglia, e' molto diffuso e certamente movimenta molti soldi. Donne di tutti i generi, per un mercato sempre piu' voglioso di novità, con un'alta capacita' di quanfiticare in denaro tutte le sfaccettature di eventuali voglie. A scanso di equivoci, il fenomeno delle meretrici, le donne a pagamento, e' sempre esistito, cosi come donne che si concendo a uomini di potere. Su questo non pensiamo che ci sia un elemento di novita' nelle vicenda Berlusconi-D'Addario. E' invece nuova la diffusione del mondo escort, in modo piu' strutturale che in passato; tale per cui sia visto come un mestire anche ben remunerato per il quale non si teme un giudizio morale da parte della società. In sintesi la parità dei sessi in materia sessuale puo' aver portato ad un ampliamento della platea di chi considera il proprio corpo come strumento per arrivare alla richezza o al potere.
Fenomeni,ripetiamo, che in passato sono esistiti, ma probabilmente in forma meno strutturata e minoritari; legati piu' ad una elitè. D'altra parte Berlusconi e', a pensarci bene una summa di quanto si vorrebbe essere o un archetipo di quanto si e' già(come espressione massima) anche nelcampo sessuale.Uomo di 70 anni che,probabilmente, non accetta il passare del tempo, che fa feste, alle quali partecipano escort, che passa le proprie serate in modo non convenzionale. Si dira' che comunque e' il capo del governo e che pertanto dovrebbe tenere un determinato comportamento, il cosidetto style. Anche in questo crediamo che gli Italiani abbiano fatta propria l'idea nella quale e' preferibile una persona di potere festaiola, ma comunque con un programma molto vicino al sentire del popolo; invece di politici, come nella prima repubblica, dall'immagine sbiadita e dai contorni del proprio potere altrettanto scuriti.Considerando quindi questi aspetti che abbiamo descritto nelle righe precedenti, rimane difficile, a meno che non ci siano risvolti penali, una crisi di governo causata da questo fatto. Mentre rimane molto chiaro che,a livello politico, non esiste una alternativa a Berlusconi, ne' nel suo campo ne' all'interno dell'opposizione.
Come descritto da Padoa Schioppa in un recente articolo sul Corriere della Sera, siamo passati da partiti di massa, con una ideologia forte, a partiti leader dove conta la persona che rappresenta una parte politica. In questo Berlusconi pare, con tutti i suoi limiti anche morali, imbattibile ed insuperabile; mentre pare piu' attaccabile da un punto di vista politico per le sue proposte.Escort o non escort ha poca importanza, purtroppo la vera domanda da porsi e' politica o no?
11:47 Scritto da: look-around in politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: berlusconi, d'addario, escort, feste villa certosa | OKNOtizie |
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domenica, luglio 05, 2009
Intolleranza o Difesa ? Il Caso di Livorno e gli Stranieri
Livorno città intollerante ? Oppure i recenti fatti di cronaca(http://iltirreno.gelocal.it/dettaglio/rissa-tra-italiani-...) , che hanno visto coinvolti cittadini labronici verso extracomunitari, sono frutto di altri sentimenti?
Prima di arrivare a fornire una spiegazione a questa domanda, vale la pena partire da alcuni dati oggettivi, nel senso che sono fruibili e sotto gli occhi di tutti.
Il primo dato da tenere presente e' che ci sono alcune parti della città dove la presenza di persone straniere e' molto elevata, a questo occorre tenere conto di eventuali luoghi di ritrovo(ad esempio negozi). Terzo ed ultimo dato riguarda la tipologia di attivita' lavorativa che vengono a svolgere queste persone, tradotto cosa fanno per vivere.
Se mettiamo insieme questi 3 punti emergono,logicamente, alcune coordinate che riteniamo importanti seguire, non solo per la gestione quotidiana di quanto sta accadendo,ma per disegnare uno scenario futuribile.
In primo luogo si stanno creando, del tutto in modo non previsto, zone geografiche della citta' dove il problema della relazione con gli stranieri e' maggiormente sentito. Esempio il quartiere di San Marco e P.zza della Repubblica; questo accade perche', come elencavamo nella premessa, esistono comunità di stranieri molto forti numericamente. Se questa fosse pero' la spiegazione, rispetto ai sentimenti dei residenti, sarebbe una reazione che prende spunto da uno stato d'animo intollerante. Ma cosi' non e' in quanto esistono altre zone, vedi Borgo Cappuccini e Borgo San jacopo, sempre per fare un esempio, dove la situazione e' uguale per la presenza di persone straniere, ma diversa nella relazione con i locali.
Veniamo allora al secondo e terzo dato, ossia luoghi di ritrovo e attività lavorativa svolta. Questi a nostro avviso stanno diventano i veri elementi su cui concentrare l'attenzione perche' possono determinare atteggiamenti di ostilità, nella migliore delle ipotesi, o veri e propri problemi di ordine pubblico. Nelle zone di P.zza della repubblica o nel quartiere di San Marco stanno aumentano episodi di microminalità fatto abbastanza evidente, dalla semplice lettura dei giornali; se a questo si abbinano eventuali episodi di non rispetto delle normali regole di convivenza, la presenza elevata di una comunità di stranieri puo'allora innescare potenzialmente reazioni come quelle registrate negli ultimi episodi della cronaca cittadina.
In sintesi ,nel nostro caso, la diversita' raziale/culturale genera problemi non per la semplice presenza fisica degli stranieri, ma per atteggiamenti o fatti accaduti che poi determinano uno scontro. La gestione quotidiana di quanto sta accandeno deve tornare quindi ad un punto importante per un tessuto sociale, ossia il rispetto delle regole; sia quelle scritte, sia quelle determinate quanto meno dalla prassi del buon senso. Per questo motivo occorre molta vigilanza,che deve essere fatta da chi per legge e socialmente viene riconosciuto in questa funzione, polizia/carabinieri/ect,e puntualità nell'applicare eventuali sanzioni previste dal codice. Se salta questo aspetto, viene meno ogni tipo di proposta culturale o di buone intenzioni che vada nel senso dell'accoglienza.
Con una visione piu' prospettica occorre anche evitare di creare zone ghetto dove il degrado urbano, ad esempio, insieme all'assenza di regole e delle istituzioni,crei una miscela potenzialmente esplosiva. Fermare l'immigrazione non e'possibile e comunque non auspicabile, gestire tramite il presidio ed una politica sul territorio la situazione invece e' opportuno e determinate per il futuro di una comunità.
Non fare questi passaggi vuole dire consegnare a reazioni istintive un argomento invece molto importante. E sarebbe l'ennesimo segnale di una politica che o e'restia nel gestire la situazione, oppure propone soluzioni che paiono non tenere conto del contesto storico in cui viviamo.
17:20 Scritto da: look-around in politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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mercoledì, marzo 25, 2009
Sondaggio tanto per scherzare...
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19:23 Scritto da: look-around in politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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venerdì, febbraio 20, 2009
Veltroni Addio.Ma le idee dove sono?.
Veltroni ha gettato la spugna; dopo le sconfitte elettorali, i vari distinguo da parte dell'apparato e degli altri leader del PD, di uno sforzo di sintesi che non e' arrivato all'elettorato, il primo segretario del neonato partito democratico passa il testimone.
Dalla conferenza stampa d'addio, come evidenziato da moltissimi commentatori presenti all'evento, probabilmente e' emerso piu' l'aspetto dell'uomo Veltroni, che finalmente e' riusciuto a togliersi di dosso un peso che stava diventando, a sentire le sue parole, pesante da gestire, piuttosto che il leader sconfitto di un partito allo sbando.
Poca chiarezza,infatti, riguardo al perche' le idee e la forza del PD si siano viste, in positivo, solo durante gli eventi delle varie primarie e della manifestazione tenutasi al circo massimo.
Ed e' proprio da questo aspetto che possiamo iniziare un ragionamento. Ossia nel PD si sono scaricate le vecchie lotte di potere, e pertanto molto incentrate su aspetti personali, tra Dalemiani e Weltroniani, Diessieni e Margheritiani, Prodiani e neo centristi. Insomma molte discussioni riguardo al passato, poche sui contenuti, leggi programmi e proposte, e sulla costruzione di una identità culturale.
Riguardo alla costruzione dell'identità si e' passati da una prima fase nella quale le persone rappresentati di una cultura riformista democratica potevano spaziare da Antonio Gramsci a J.F. Kennedy; per approdare ad Enrico Berlinguer e Bettino Craxi. L'ultima fase di questo percorso sul chi fosse il padre nobile del PD e'arrivata con un completo silenzio su chi potesse essere la sitentesi dell'incontro tra le diverse culture ed esperienze.
Ma gia' in questo "gioco" del pantheon emergono due incongruenze non superate.
Da una parte il fallimento spostanziale dell'incontro tra la cultura ex comunista e l'esperienza socialista, precisamente quella costruita durante la segreteria di Bettino Craxi. In molti, forse, pensavano che l'unione delle esperienze e degli uomini della sinistra, che nel 2000 non facessero riferimento al comunismo, potessero beneficiare in modo taumaturgico del contenete, ossia del Partito Democratico.
Invece la nuova casa mostrava delle crepe, perche', a sua volta, l'incontro tra laici e cattolici e' in un momento di empasse se non adirittura concluso come percorso storico-culturale.
Su questo aspetto segnaliamo un articolo pubblicato nei giorni scorsi sul Corriere della Sera, http://www.corriere.it/editoriali/09_febbraio_15/galli_d9c1ca4c-fb36-11dd-aeff-00144f02aabc.shtml, nel quale si testimonia come la stagione dell'incontro tra laici e cattolici sia avviata al tramoto di fronte ai nuovi quesiti, ad esempio, che la scienza e la societa' stanno ponendo.
A ben vedere, quindi, la casa nuova del PD tanto nuova non sembra ed anzi gli occupanti non hanno pensato per niente a rafforzare le fondamenta creando quindi, nei fatti, se non adirittura nelle intenzioni, una fusione di apparati di potere e poco propensa alla creazione di uno spazio culturale e progettuale alternativo allo schiaramento del PdL.
Non e' quindi, o meglio, non e' solo, una questione di leadership, o di personalismi piu' o meno accentuati, ma del fallimento nel trovare una sintesi tra esperienze diverse, nel non ascoltare e comprendere le diverse storie politiche/culturali della gente appartenente al partito democratico. Come descritto da notisti politici il vero ko e' avvenuto sulla scarsa capacita' di ascolto e sintesi.
Certamente ora si apre una fase delicata e soprattutto lunga; se le discussioni prossime sul PD si limitassero alla scelta della leadership nel tempo il progetto della creazione di un'area di centro-sinistra solida andrebbe ad una morte naturale. In caso contrario, quindi discussione sul progetto e le idee, il percorso sara' del tutto nuovo e probabilmente lungo a venire.
Il vero rischio e' che, in uno stato democratico, non avere una apposizione strutturata e che faccia da contraltare alla maggioranza, non arricchisce, culturalmente, un paese. Di fronte a questa crisi economica non occorre un moloch ideologico di un uomo solo al comando, che in sintesi pensa e agisce, ma varieta' di posizioni e ricchezza nel dibattito.Perche' le idee sono importanti, forse piu' del potere.
19:25 Scritto da: look-around in politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: crisi partito democratico, compromesso storico, incontro laici-cattolici, farenotizia | OKNOtizie |
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lunedì, febbraio 02, 2009
Caso Battisti : Estradizione Unica Soluzione Possibile.
Riguardo al caso Battisti, ed al clamore mediatico, sono pieni i giornali ed i siti.
Segno non solo dell'interesse che suscita presso l'opinione pubblica il fatto in sè, ma piu' in generale la sottointesa, e certamente non conclusa, valutazione storica dei cosidetti anni di piombo.
Sul percorso giudiziario di Battisti questi due link possono ben sintetizzare i diversi punti di vista; il sito vittime del terrorismo, http://www.vittimeterrorismo.it/iniziative/battisti.htm., e' chiaro sul giudizio etico-giudiziario-politico che si da dell'uomo e della vicenda.
Cosi' come, al contrario, http://www.carmillaonline.com/archives/2009/01/002924.html#002924, si ricostruisce la vicenda partendo dal presupposto che il processo, per come e' stato svolto, non sia da ritenersi corretto ed esaustivo delle vicende e dei due ergastoli dati a Battisti.
Al di la' dei meccanismi giudiziari, della veridicita' delle dichiarazioni dei pentiti, rimangono aperte due questioni che diventano di snodo per poter proporre un giudizio sulla vicenda.
La prima riguarda la ricostruzione storica e conseguentemente giudiziaria, sugli anni del terrorismo. In molti ritengo che la legislazione straordinaria approvato all'epoca dei fatti, abbia rappresentato una forzatura rispetto, ad esempio, ai dettami costituzionali. Con conseguenti storture giuridiche.
Il secondo punto, che e' collegato a quanto dicevamo prima, riguarda il sentire odierno dell'opione pubblica e la valutazione che i cittadini Italiani hanno delle vicende degli anni di piombo.
C'e' pero' un collegamento su questi due aspetti che diventa punto essenziale. Ossia la morte di centinaia di persone e le implicazioni morali che tale atto comporta.
Durante gli anni 70-80 non e' accaduto solo un dibattito politico ne' una mera contestanzione sociale, ma lo strumento della bande armate presupponeva, e ha portato a termine, l'uccisione di chi veniva ritenuto contrario alle proprie idee.Non solo. Ci sono stati anche omicidi compiuti in azioni non collegate strettamente ad un percorso ideologico, come le rapine alle banche ad esempio. Quindi riconducibili a violenze per reati comuni.
Se pertanto un giudizio storico, ed un dibattito serio, su quanto fu il terrorismo, e la sua lotta, deve ancora avvenire, rimane il punto che un contesto sociale democratico ha l'obbligo di condannare chi uccide altri cittadini, chi applicca al proprio agire sociale logiche non democratiche.
E' principalmente per questo motivo che sono da ritenersi necessari i passaggi fatti dallo stato Italiano presso la suprema corte Brasilian e l'Unione Europea, per ottenere l'estradizioni del terrorista.
Inoltre questa vicenda, anche se molto diversa sia da un punto di vista giuridico che morale, fa affiorare alla mente il percorso di Adriano Sofri; il quale sta scontando attualmente la sua condanna in carcere con molta dignità ed intelligenza.
Citiamo Sofri non come paragone, ma perche' nelle vicende storiche, nei grandi ideali, alla fine ci sono sempre degli uomini; ed ogni uomo ha la sua struttura morale ed il suo percorso, che lo porta a vivere in modo diverso situazioni analoghe.
Cosi' questa vicenda Battisti dovrebbe avere una sola conclusione logica, che e' quella dell'estradizione.
Notizia dal Corriere Della Sera.
11:30 Scritto da: look-around in politica | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: caso battisti, farenotizia, anni di piombo, vittime del terrorismo. | OKNOtizie |
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mercoledì, gennaio 21, 2009
Un nuovo inizio.Il mondo e la voglia di cambiare
Celebrazione per il giuramento di Barck Obama, e
compimento, per lo meno formale, della svolta che l'opinione pubblica mondiale stava chiedendo da tempo. Cambiare. Cambiare nella politica estera, nel mondo dell'economia e della finanza, nella percezione dei problemi ambientali.
Cambiare partendo dalla nazione che rappresenta ancora un punto di riferimento per il mondo intero, riferimento forse non piu' economico ma certamente valoriale. Ieri sera durante la trasmissione porta a porta Federico Rampini, editorialista del quotidiano La Repubblica, ha tratteggiamento questo passaggio. Gli Stati Uniti si pongono, cosa non proponibile per la Cina o la Russia, ad esempio , come guida democratica al cambiamento. Il fatto che sia stato eletto un presidente di colore, e che questa elezioni si stata seguita con molta partecipazione dall'opinione pubblica mondiale testimonia proprio questo aspetto.
Per ultimo volevo segnalarvi alcuni siti di giornali statunitensi, che con i titoli evidenziano lo stato d'animo del popolo che lo ha eletto.
http://www.washingtonpost.com/
Il titolo d'apertura del sito pone il cambiamento come punto principale. Lo stesso articolo di fondo del giornale evidenzia di quanta speranza si riposta nel neo presidente.
Questo quotidiano riassume nel titolo di prima pagina che dopo la festa di insediamento Obama dovra' lavorare sui punti della crisi, soprattutto economica.
http://www.thenation.com/
L'articolo di fondo commenta, prendendo spunto dalle parole del presidente, come i cittadini potranno dare coraggio alle azioni di Obama, appoggiandolo a favore del cambiamento( a new beginnig)
http://online.wsj.com/article/SB123247866100498973.html
Ed infine il wall street journal si divide tra la giornata storica e sfide che Obama dovra' affrontare.
A new Beginning per tutti.
15:08 Scritto da: look-around in politica | Link permanente | Commenti (1) | Segnala
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