just A Perfect Day, Drink Sangria In The Park, And Then Later, When It Gets Dark, We Go Home. Just A Perfect Day, Feed Animals In The Zoo Then Later, A Movie, Too, And Then Home. Oh It's Such A Perfect Day, I'm Glad I Spent It With You. Oh Such A Perfect Day, You Just Keep Me Hanging On, You Just Keep Me Hanging On. Just A Perfect Day, Problems All Left Alone, Weekenders On Our Own. It's Such Fun. Just A Perfect Day, You Made Me Forget Myself. I Thought I Was Someone Else, Someone Good. Oh It's Such A Perfect Day, I'm Glad I Spent It With You. Oh Such A Perfect Day, You Just Keep Me Hanging On, You Just Keep Me Hanging On. You're Going To Reap Just What You Sow.....
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Sta assumendo sempre di piu' le dimensioni di una rivolta, non violenta, le manifestazioni che stanno prendendo lungo in Iran dopo il voto per l'elezioni presidenziali. E purtroppo sono ormai, secondo le agenzie stampa, decine i morti e centinai i feriti tra i manifestanti, che vengono caricati dalla polizia; una escalation di scontri tra l'apparato del poter di Ahmadinejad
e il blocco degli studenti che insieme alle donne stanno rivendicando il proprio diritto a veder riconoscere la possibilità di un cambiamento che doveva aver luogo con le ultime elezioni.
Oltre alla forza che il movimento sta traendo da sè, frutto della mobilitazione di miglia di persone, si alimenta anche grazie alle notizie che provengono dal mondo di internet. Precisamente dai social network, dai blog, dai filmati e foto che sono stati caricati da questi giovani iraniani che non avendo altra possibilità di far vedere al mondo, buona parte della stampa mondiale e' stata cacciata dal paese, stanno sfruttando questo grande canale di comunicazione.
E' una svolta storica. Infatti per la prima volta le stesse persone che stanno producendo un cambiamento sociale, stanno anche raccontando quello che accade; abbattendo di fatto le censure che evidentemente si possono ben usare verso i media tradizionali, ma che sono piu' in difficoltà rispetto ad internet.
Se i giovani Iraniani possono sperare, e noi con loro, che tutto non finisca in un bagno di sangue e' anche grazie al fatto che ogni immagine, ogni foto, ogni suono puo' andare in rete e creare una perenne memoria spettro per ogni tipo di dittatura o presunta democrazia mossa da persone violente.
A tal proposito vi segnaliamo un articolo molto interessante sul quotidiano il Messaggero,http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=19129&..., nel quale si riassumono i vari blog o modalità che gli iraniani stanno trovando sulla rete per portare verso l'estero la loro protesta; del resto lo stesso Ahmadinejad sta usando un progamma, creato da una società di software statunitense, per bloccare mettere dei filtri ai vari blog. Una lotta quindi che si combatte sia sulle piazze, ma anche a livello virtuale, dove il virtuale si tramuta in concrete immagini e pensieri che diventano macigni per chi voglia scrivere la storia del proprio potere senza tenere conto del popolo.
Vi segnaliamo anche il blog , http://tehranlive.org/ , sul quale trovate, oltre ai pensieri dei manifestanti, anche le foto, delle persone che stanno difendendo i propri diritti.
La nostra forza, come opinione pubblica occidentale, sta nel non dimenticare quello che sta accadendo puntando tutta l'attenzione possibile sull'evento.
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Oggi San Valentino, giornata di festa degli innamorati e di interesse da parte dei mass media. Articoli sui giornali, servizi nei tg, pagine anche sui vari blog e siti internet. I piu' però ricorderanno come, fino a 15-20 anni fa, questa giornata non assumesse un particolare interesse ne' per i media ne' per la massa; quanto, invece, accaduto nell'ultima decade.
Quale allora la causa scatenante di questa maggiore attenzione ? Certamente c'e' un interesse commerciale, nel senso di trovare stimoli e desideri piu' o meno latenti da parte del consumatore, e quindi di poter far leva su di un meccanismo che da privato diventa pubblico tramite la leva dell'informazione di massa.
Il percorso sembra essere questo; il mercato individua un bisogno, oppure scopre una tradizione che viene ricordata o a livello dei singoli, oppure con meccanismi non necessariamente abbinati a necessità di consumare( esempio la festa dell 8 marzo); su questa base viene costruita una offerta commerciale, che di per se non avrebbe forza se in qualche modo non fosse spinta dalla logica “lo fanno tutti, lo faccio anche io”.
E qui' che entra in gioco il ruolo dei mass media, i quali riportano l'immagine collettiva che, ad esempio, la festa di San Valentino deve assumere. Una specie di rito laico al consumo, con i sui crismi ed i suoi officianti(vedi l'immancabile intervista al sociologo Alberoni, ad esempio)
Se ci si pensa bene e' quello che e' accaduto anche alla gia' citata festa delle donne, 8 marzo, ad Hallowen ed in parte al natale, per il quale comunque esiste un rito piu' forte abbinato alla messa e quindi ad un aspetto religioso che fino ad ora fa si che il natale mantenga una dimensione doppia(consumistica-religiosa).
In tutto questo,personalmente, ritengo non ci sia niente di male sempreche' siano chiare le logiche ed i meccanismi di una societa' che si professa molto orientata a creare spazi per i singoli ma poi ha dei momenti collettivi, che coincidono sempre di piu' con riti consumistici.
Certamente in un tessuto sociale esistono altri momenti collettivi, non abbinati necessariamente al consumo ed alla produzione, ma forse questi ultimi hanno meno spazio nell'ottica dei mass media.
Al termine di questo ragionamento il ruolo dei mezzi d'informazione e' centrale per una societa' libera; piu' questi sono autonomi e lontani da logiche consumistiche-mercantilistiche, piu' l'opinione pubblica ha uno strumento in piu' per difendersi e non rivestire il ruolo unico di consumatore.
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“Le camere a gas ? La cosa certa e' che sono state usate per disinfettare”. Questa e' una delle frasi, allucinanti, rilasciate durante l'intervista fatta dalla Tribuna di Treviso al prete lefebreiano Don Abrahamowicz. ( http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_29/lefebvriano...).
Non si era ancora, quindi, spenta l'eco delle dichiarazioni del vescovo Williamons, http://look-around.myblog.it/archive/2009/01/25/la-parola..., che viene rilanciata la teoria negazionista dal parte di esponenti recentemente perdonati dal Papa ed appartenenti al gruppo San Pio X, gruppo lefebvriani. Sia da un punto di vista storico che morale, di fronte a tali dichiarazioni mosse, evidentemente, da convincimenti profondi, visto il reiterarsi di tali convinzioni, non si puo' che esternare il raccapriccio intellettuale di ogni singolo individuo.
Raccapriccio perche' uomini che dovrebbero parlare del bene e del male, in termini assoluti,vista la loro fede, scendono invece in dettagli storici che, oltre ad essere falsi, negano la loro stessa fede. Una fede che si fonda sull'amore verso l'uomo, lo stesso amore che ha portato Gesu' al sacrificio estremo sulla croce.
Negare invece che vi sia stata una logica in base alla quale milioni di persone sono state uccise e prima ancora usate per lavori forzati e prima ancora deportate e ricercate in tutti i territori occupati dai nazisti, vuol dire , nei fatti, negare l'amore; significa non essere portatori della croce di Gesu', ed in conclusione rappresentare altro.
Queste persone, come dichiarato anche dal sindaco e filoso Massimo Cacciari, vanno allontanate dalla Chiesa e non riammesse, vanno scomunicate e non perdonate. Non e' infatti ipotizzabile altra soluzione perche' le parole sono rappresentazione, sia personale che collettiva, e non orpelli vuoti. Passare a questa logica, della parola vuota o del non ascoltare le parole dette, vuol dire il vuoto totale ed il caos completo.
C'e' da augurarsi, sia per i credenti che per i non credenti, che la Chiesa Cattolica Romana, e soprattutto il Papa, riescano a risolvere con delle azioni giuste e rapide questa situazione molto piu' pericolosa di quanto non possa sembrare.
Due Siti per Non Dimenticare :
http://www.museoshoah.it/home.asp
http://www.bbc.co.uk/archive/holocaust/5115.shtml?all=1&id=5115&docall=2&doc=0
18:31 Scritto da: look-around in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: negazionisti, don abrahamowicz, lefebvr, dichiarazioni negazioniste, farenotizia | OKNOtizie |
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La recente decisione del Papa di revocare la scomunica a 4 vescovi, proclamati dall'arcivescovo Marcel Lefebvre, e' stata ripresa dai quotidiani nazionali ed internazionali.
Ma cosa c'e' di cosi' importante di fronte a questa notizia che sembra essere una semplice questione interna alla Chiesa Romana? Principalmente la fonte di interesse si concentra su due aspetti.
Il primo riguarda uno dei nomi oggetto di revoca della scomunica,monsignor Williamson, che ha, in una sua intervista rilasciata in Germania, negato l'esistenza delle camere a gas e della morte di 6 milioni di ebrei. "Le camere a gas non sono mai esistite:Penso che dai 200 a 300 mila ebrei sono morti nei campi di concentramento, ma nessuno cosi".Questo avrebbe detto durante l'intervista, come descritto dal quotidiano il Corriere della Sera. (http://www.corriere.it/cronache/09_gennaio_24/papa_scomun...). Solo questa dichiarazione dovrebbe, sia da un punto di vista morale che da un punto di vista logico, lasciare in ogni lettore quanto meno uno stato di grande perplessità. Per un uomo, a maggior ragione se ispira la propria esistenza alla vita di Gesu', la sola morte di un altro uomo deve risultare illogica e non etica; figuriamoci se parliamo di "...200 a 300 mila morti", come detto da Williamons. Non puo' certamente contare lo strumento tramite il quale sono morti, ne' tanto meno quanti essi siano, anche se in realtà sono stati 6 milioni di persone.
Non solo. Negare che vi sia stata una brutalità e maleficio cosi' grande come quello accaduto nei campi di concentramento, ampiamento provato anche con documentari, prove fotografiche, testimonianze dei sopravvissuti, significa negare l'esistenza del male. Negare che degli uomini hanno scelto il male, scaricando su altri uomini questa loro scelta. Significa, in estrema sintesi, negare il senso del significato che Gesu' dovrebbe avere per un cristiano, redenzione dell'uomo, possibilità di scegliere la via dell'amore, quindi rispetto per la vita che e' sacra. Come puo', in spirito e con la mente, una figura cosi' essere un portatore delle parole di Gesu'?.
Il secondo punto di interesse riguarda la ricomposizione che c'e' stato dello scisma nel 1988, quando Giovanni Paolo II,scomunico' l'arcivescovo Marcel Lefebvre, e tutto il suo movimento. La Fraternità di San Pio X, questo il nome del gruppo degli scisionisti del 1988, ha sede in svizzera e attulmente conta, secondo fonti del vaticano, oltre 600 mila fedeli e 700 istituzioni e luoghi di culto. Certamente una realta' significativa nel mondo della cristianità e per la quale la chiesa, evidentemente, ha mostrato una sensibilita' nel riaccogliere questo gruppo di fedeli. I 4 vescovi , infatti, hanno firmato una dichiarazione di fedeltà alla Chiesa di Roma, facendo terminare lo scisma e la scomunica.
L'impressione finale e' che certamente il Papa ha scelto di compiere un gesto che "tecnicamente" e' di accoglienza verso una comunita' di fedeli ed evitare divisioni nel mondo cristiano, ma che ha implicazioni morali non secondarie. Il cosidetto pragmatismo politico, scelte cioe' fatte in base a ragionamenti su dati numerici o di convenienza, hanno il grande svantaggio, buona parte delle volte, di creare percorsi non virtuosi, specialmente se la materia del proprio agire e' lo spirito e non la materia. Lo spirito, infatti, si arricchisce anche con le parole, se queste sono di negazione di quanto accaduto,di negazione del valore della vita umana, siamo in un percorso di vuoto assoluto.
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| Tag: farenotizia, negazionismo, lefebrve, scisma | OKNOtizie |
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In questo momento di crisi finanziaria mondiale, con effetti anche sull'economia reale, ed in base alle analisi degli esperti il peggio deve ancora venire in termini di contrazione della crescita economica, quindi con riflessi sulla richezza delle nazioni, paiono sempre piu' evidenti alcuni meccanismi che stanno alla base delle economie di mercato. Non che prima della crisi questi schemi non fossero chiari, ma probabilmente, per una serie di fattori,non si e' badato piu' di tanto nella verifica che potessero essere in qualche modo sostenibili.
In primo luogo, l'economia di mercato prospera se crea ricchezza, e questa creazione deve essere perennemente in crescita. Quello che molti di noi credono, ossia che un'azienda possa essere definita produttiva, nel senso positivo del termine, non e' collegato strettamente al fatto che generi degli utili, ma bensi' che questi utili siano in crescita di anno in anno.
Il primo meccanismo e' evidente; il capitale, quindi la richezza, si sposta con piu' velocità verso i settori economici che hanno maggiori margini di crescita, e non solo che generano utili. Di per se questo comportamento sembra essere dotato di una logica stringente, ma molto puntuale e non prospettica. Questo per una sequenza che sta alla base della crescita continua di una economia; per crescere, ossia per far consumare di piu', bisogna produrre di piu', quindi utilizzae maggiori risorse naturali, ed inventare nuovi prodotti/esigenze, in un continuo, e apparentemente, infinito meccanismo vertiginoso composto dalla triade consumo-crescita-impiego risorse.
Il secondo meccanismo e' quello del consumo con le sue implicazioni. Se una nazione non consuma, si blocca la produzione e la creazione di richezza, quindi lo stesso stato sociale, ossia la possibilità di una stato di spendere per la fasce piu' deboli della popolazione,ad esempio, non ha piu' i soldi per alimentarsi. In sintesi questa logica, iniziata subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, ha talmente avviluppato gli enti che rappresentano una società, e piu' in generale il mondo intero, che non si parla quasi piu' di cittadino ma di consumatore. E' il consumatore che ha valore in quanto funzionale al sistema descritto prima.
Il terzo meccanismo riguarda la definizione di richezza.Cosa si intende per creare richezza? Partiamo dal famoso pil, prodotto interno lordo, http://it.wikipedia.org/wiki/Prodotto_interno_lordo#Defin..., in questo calcolo si tiene conto delle transazioni che generano denaro. Anche se alcune di queste non possono essere considerate socialemente positive; ad esempio il pil cresce con l'aumento spesa sanitaria, oppure con l'aumento della produzione di qualsiasi bene, senza calcolare gli impatti sul sistema ambientale. Insomma piu' produco, piu' il pil aumenta, piu' ho creato ricchezza, piu' rientro nel primo meccanismo descritto.
Premesso che sulle motivazioni che hanno portato all'uso di questo indicatore ci sono studi e una prassi consolidata, vi segnalo il lavoro fatto da una commissione della ue che prende spunto da nuovi indici che dovrebbero esprimere il grado di richezza di una nazione,http://www.beyond-gdp.eu/download/bgdp-ve-isew.pdf. Il cosidetto isew(Index of Sustainable Economic Welfare ) che tiene conto anche dei costi sostenuti per produrre la crescita del pil; lo stesso nome dell'indice esprime il significato che si vuol cogliere e pertanto il cambio di prospettiva.
Insomma quello che dobbiamo cogliere, come sfida, da questo periodo riguarda proprio il cambio valoriale, il sostituire ai meccanismo descritti un nuovo approccio. L'uomo non e' consumatore perche' altrimenti si blocca il sistema socio-economico, l'economia non vuol dire crescita perenne degli utili, ricchezza vuol dire considerare gli impatti sostenibili sul sistema socio-ambientale.
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| Tag: economia sostenibile, nuova economia, crescita economica, fainotizia | OKNOtizie |
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La crisi finanziaria, iniziata formalmente nei mesi scorsi con le varie problematiche riscontrare sui mutui casa, negli Stati Uniti, si sta abbattendo sull'economia reale.
E' notizia di questi giorni della perdita , nel solo mese di novembre, di oltre 500 mila posti di lavoro nell'industria automobilistica americana.
Le tre grandi aziende produttrici di auto, Gm/Ford/Chrysler sono in forte crisi causata dal crollo delle vendite; con la sola Chrysler a rischio di fallimento, come riportato dalla stampa, su dichiarazioni del suo ad Bob Nardelli.
Questo breve articolo del quale vi allego il link, http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2008... , spiega abbastanza bene quello che sta succedendo negli USA; ma la vicenda, oltre al carico di drammaticità per la perdita di posti di lavoro ed eventuali ripercussioni sotto l'aspetto sociale, rivela un altro punto.
Non e' un caso che stia entrando in crisi l'industria dell'auto, ossia del tipo di produzione(leggi organizzazione) e prodotto che piu' hanno caratterizzato l'industria del 900.
Basti ricordare, ad esempio, da un lato il movimento del futurismo, che legava alla velocità un'idea di societa' nuova, e quindi l'icona dell'auto, cosi' come le iniziali teorie Fordiste sul modo di organizzare la produzione in fabbrica. A tal riguardo vi segnalo questo documento scritto, http://it.wikipedia.org/wiki/Fordismo , che riassume il significato del termine fordista e come viene superato nella società globale.
Ma quello che volevamo segnalare e' invece la caduta di questa icona, l'automobile, per l'appunto e del significato di questo evento. Quello che potra' accadere e' certamente difficile da predire, ma certamente le dichiarazioni della futura amministrazione targata Barck Obama, si agli aiuti verso queste industrie ma con ritorni sulla riorganizzazione e modo di produrre, magari auto che consumano di meno, e con , genericamente, minori impatti ecologici verso il nostro sistema, pare tracciare una via nuova.
Infatti questa dichiarazione, pur nella sua genericità, apre nuove scenari non solo sulla risoluzione della crisi finanziaria economica, ma di impatti sulla società. Ossia che si rende ineludibile, paradossalmente proprio in un momento di crisi, lo sciogliere il nodo ecologico e degli impatti che la produzione di qualsiasi bene ha sull'ambiente. Piu' precisamente nel trovare modi nuovi di produrre energia in modo ecologicamente conveniente, e quindi anche di come consumare l'energia( vedi appunto il movimento cioè i motori).
Da questo possono nascere non solo nuovi posti di lavoro, ma probabilmente un nuovo modo di intendere la crescita economica di una nazione e la valutazione della ricchezza prodotta. Non sono soltanto impatti pratici, quindi, ma di intendere una nuova società della produzione e del consumo. Tutto questo in attesa di altri accadimenti che sicuramente nei prossimi tempi caratterizzeranno le società del cosiddetto mondo avanzato.
19:27 Scritto da: look-around in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: post fordimo, crisi auto, gm, ford | OKNOtizie |
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La sigla sembra ricordare qualche parola italiana, bric a brac si intendono le cianfrusaglie, ma la realtà e' un'altra. BRIC altro non sono che le iniziali delle nazionali emergenti in termini economici( Brasile, Russia,India e Cina). Un nuovo modo di intendere la storia, che da qui al 2050 rappresentarà buona parte della popolazione mondiale e del relativo pil. Schematicamente i prossimi padroni del mondo, se questo puo' avere un significato futuribile e piu' tangibile.
Su wilkipedia interessante la ricostruzione, anche storica, del BRIC, http://en.wikipedia.org/wiki/BRIC , corredata di alcune cifre che probabilmente rendono ancora piu' evidente la forza di queste nazioni per i prossimi decenni.
Del resto il mondo, già a partire dalle previsioni per il prossimo anno, vedrà i seguenti passaggi di pil,ossia di richezza prodotta, fonte Corriere della Sera articolo pubblicato oggi 16 novembre. Le percentuali riportate vanno lette in questo modo; % negative da intedersi recessione economica, quindi creazione di minore richezza rispetto all'anno precedente, con % positive invece significato contrario.
Eurozona -0.7%
Usa -1.7%
Brasile +3.0%
Russia +3.5%
Cina +8.5%
India +6.3%
E' in questa ottica che i paesi del BRIC si apprestano a dettare le future regole del "gioco economico", andando pero' anche ad influenzare, come dicevamo nell'ultimo post( http://look-around.myblog.it/archive/2008/11/15/g20-e-cri...) , anche le regole sociali che hanno invece caratterizzato l'evoluzione storica, in modo particolare, dell'europa. Basti pensare che di fatto la Cina e' una dittatura, ossia governa un solo partito, la Russia formalmente e' una democrazia, in realtà esistono problemi per chi sta all'apposizione, Brasile ed India hanno invece istituzioni liberali. Una mondo variegato nella quale vedremo come si muovera' il prossimo presidente degli Stati Uniti; uno dei pochi leader politici mondiali che ha nella sua agenda, sia per il ruolo da ex super potenza sia per salvaguardare l'economia Usa, il focus per gestire questa situazione. L'eurozona, purtroppo, sembra a rimorchio e divisa tra il mondo nuovo( BRIC) e quello vecchio.
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| Tag: economia globale, nazioni emergenti, economia | OKNOtizie |
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Si sta svolgendo in questi giorni l'incontro denominato del G20, dove oltre alle 8 economie piu' floride del mondo, ma certamente in fase decrescente, si sommano i paesi emergenti.
Una sorta di conclave nel quale i governi e le banche centrali avranno la possibilità di formalizzare una strategia comune per affrontare quella che viene definita la piu' grande crisi finanziaria dell'economia mondiale. Ed evitare una ricaduta massiva sull'economia reale.
Del resto lo stesso sito ufficiale del G20, http://www.g20.org/G20/, fornisce indicazioni chiare su cosa il forum vuole analizzare; nato nel 1999, rappresenta i 2/3 della popolazione mondiale, quindi dei consumatori ossia dei mercati. Da ricordare che accanto a questo forum esistono altri tre organismi che vegliano sul commercio ed economia globale:
La Banca Mondiale
Il Fondo Internazionale
http://www.imf.org/external/index.htm
Organizzazione Mondiale sul Commercio
Tutte sigle piu' o meno conosciute, le quali da tempo operano con l'obiettivo di favorire il libero mercato e la crescita economia. Ed e' proprio questo il punto. Pare evidente che le politiche economich/finanaziare/industriali vengono in parte influenzate, se non determinate, dai pareri e delibere dei vari organismi citati. Qui occorre fare un passo indietro; ossia alla caduta del muro di Berlino, alla fine del comunismo. E' da questo periodo che, come affermato da un celebre storico statunitense http://it.wikipedia.org/wiki/Francis_Fukuyama, la storia si ferma; da intendersi come evoluzione sociale, in quanto lo stato liberale, cosi dice Fukuyama, e' l'ultima evoluzione possibile. Sulla scorta di questo principio dogmatico i vari organismi transnazionali si sono mossi.
Ma come dicevamo rimane un punto insoluto. Tutta l'organizzazione degli stati liberali si basa sulla possibilità da parte del popolo di scegliere i propri rappresentati che andranno a determinare e scegliere le varie politiche sociale ed economiche. In questo momento, invece, il popolo non puo'scegliere in quanto gli organismi descritti si muovo su un principio ideale, perseguire la crescita economica, tramite rappresentati scelti indirettamente dai governi o in altri casi funzionari tecnocrati
Chi leggera' questo post potrà chiedersi cosa ci sia di male in questo meccanismo. Principalmente due aspetti.
Il primo e' che la globalizzazione diventa il vettore per portare merci al prezzo piu' basso possibile in tutto il mondo, facendo cosi' confusione tra la libertà del consumatore nello spendere meno, ed il prezzo sociale che questo comporta. Nella pratica i minori costi di produzione sono dovuti, principalmente, all'uso di manodopera che viene mal pagata determinando quindi un abbassamento globale del costo per ora di lavoro. E' evidente,d'altra parte, come invece la richezza negli ultimi 20 anni non sia stata redistribuita, in assenza di politiche in tal senso, sia a livello nazionale che internazionale. In sintesi il lavoro salariato subisce tale dicotomia tra la progressiva non redistribuzione del guadagno generato e l'aumento delle transazioni del commercio mondiale.
Questo porta al secondo punto, ossia alle evoluzioni che ci saranno da un punto di vista sociale determinate da tale situazione.
Il tutto senza che la popolazione possa aver scelto in qualche misura una strada piuttosto che un'altra.
Evidentemente nell'ottica dei tecnocrati il mercato, nel lungo periodo, portera' solo equilibrio e benessere per tutti, ma e' una scomessa sulla quale probabilmente avremmo fatto a meno di voler vedere l'esito.
19:36 Scritto da: look-around in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: g20, crisi finanziaria, mercato globale | OKNOtizie |
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L'elezione di Barack Obama rappresenta una vera e propria rivoluzione, attesa al momento riguardo ai contenuti del suo agire che vedremo, ma reale sia per le modalità con le quali il senatore e' riuscito a diventare Presidente, sia per il tipo di scelta fatta dal popolo statunitense.
Iniziamo dal personaggio Obama; riguardo al colore della sua pelle si sono sprecati fiumi d'inchiostro, e purtroppo battute scellerate, e gia' questo aspetto puo' rappresentare una vera e propria innovazione storica( nel senso di mai accaduta). Del resto, come evidenziavano alcuni corsivi del Corriere della Sera http://www.corriere.it/ , l'elezione di una persona di colore puo' generare anche in altri paesi occidentali, ad esempio, un simile percorso. Non solo.
Obama e' cresciuto , elettoralmente parlando, soprattutto grazie all'uso sapiente di internet. La piazza virtuale ha innescato una serie di dinamiche che hanno portato il neo presidente Statunitense ad essere conosciuto, con un inevitabile passaparola che e' quanto mai contagioso. Alcuni commentatori politici hanno evidenziato un parallelo tra l'elezioni di Ted Kenney, primo Presidente a sapere usare il mezzo televisivo negli anni 60, con quella di Obama, che utilizza il nuovo media vicendo la sfida de 2008.
Ai fattori descritti si aggiunge la scelta del popolo verso un personaggio certamente pragmatico, ma dotato di una visione politica-sociale cosidetta liberal, termine che designa, nel mondo statunitense, le persone piu' progressiste. Non sfugga questa chiave di lettura. Le politiche monetarie da una parte, vedi scuola di Milton Friedman http://it.wikipedia.org/wiki/Milton_Friedman, sommate al cosidetto laize faire( politiche-deregulation di Reagan e Thatcher anni 80) e all'innesto del mercato globale hanno portato alla situazione che vediamo in questo ultimo periodo.
Un mercato finanziario senza controllo che rischia di mangiare, verbo migliore non si potrebbe usare, il mondo reale.L'economia concreta.Posti di lavoro, case, benessere delle persone.
Obama rappresenta, agli occhi di chi lo ha eletto, il contrappeso a questa situazione; la persona che si e' presentata come pronta ad invertire la rotta su alcuni punti.
Del resto il suo programma elettorale e' abbastanza chiaro.
http://www.barackobama.com/index.php
Programa ambizioso, forte e che dovra' avere l'appoggio di buona parte della popolazione.
Seguiremo tramite altro post quanto Obama fara', perche' sara' importante anche per noi europei comprende che alcune cose stanno cambiando e che il ruolo stesso della comunità europea sara' invetibilmente cambiato dal neo presidente statunitense.....Go Obama Go....
15:23 Scritto da: look-around in opinioni | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
| Tag: barack obama, usa, politica, elezioni presidenziali americane | OKNOtizie |
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